Natale in famiglia con bimbi piccoli: come superare lo stress grazie al Coaching Ontologico

Un esercizio pratico per sopravvivere (e godersi) le feste di Natale

Ami il Natale e il suo spirito luccicante, ma quest’anno — con un bimbo under 1, o anche under 2 o 3 — il solo pensiero di cene, parenti e confusione ti mette ansia?
Se stai cercando come vivere il Natale con un neonato o come sopravvivere alle feste in famiglia con figli piccoli, questo è il post che fa per te.

Io di figli ne ho quattro (i gemelli più piccoli ora hanno 6 anni, quindi sto finalmente vedendo la luce in fondo al tunnel natalizio…), ma quella sensazione la conosco bene.

Natale in famiglia con neonati senza stress

Quando il Natale smette di essere magico (e inizia a essere faticoso)

Con il mio primo figlio, nato a novembre, mi ritrovai catapultata in un Natale completamente diverso da quello che conoscevo.
Le luci, gli addobbi, l’atmosfera magica… invece di rapirmi, mi spaventavano.

Ero stanca per i nuovi ritmi, il poco sonno e la routine sconvolta. L’idea dei cenoni e della confusione in casa mi destabilizzava.
Mi sentivo triste e frustrata perché non riuscivo a vivere la bellezza del Natale, e allo stesso tempo mi percepivo come la vittima incompresa:

  • “Non si rendono conto dei ritmi di un neonato?”
  • “Perché tutti vogliono prenderlo in braccio?”
  • “Non è mammone se sta attaccato al seno ogni ora!”
  • “Non è viziato se vuole stare in braccio con tutta questa confusione!”

Risultato? A fine feste ero esausta… e mio figlio pieno di coliche!

Poi qualcosa è cambiato

Con il passare dei figli, però, le cose sono cambiate. O meglio, io sono cambiata.

Ho cominciato a farmi delle domande che avevo scoperto con il Coaching Ontologico e le risposte mi hanno guidato a trovare la mia soluzione e a ritrovare quella bellezza del Natale che mi mancava.
👉Se sei come me una curiosa e che vuole “sapere”, qui trovi l’articolo di approfondimento: “Coaching Ontologico: il metodo per la trasformazione personale e una vita più felice


L’esercizio che mi ha salvata durante le feste di Natale

Come prepararti all’esercizio

Prima di iniziare, ecco alcune istruzioni utili:

  1. Mettiti comoda (se allatti, anche quello può essere un buon momento).
  2. Respira tre volte profondamente con gli occhi chiusi.
  3. Apri gli occhi e rispondi “di pancia”, senza giudicarti, alle domande.

Le domande chiave

  1. Di che cosa ho paura?
  2. Di che cosa ho paura profondamente, in una sola frase?
  3. Quanto è probabile che questa paura si realizzi davvero?
  4. Con quale spirito vorrei vivere le feste?
  5. Di cosa ho bisogno per affrontarle con quello spirito?

👉Se preferisci lasciarti guidare dalla mia voce nel fare questo esercizio, qui puoi scaricare  l’esercizio con la registrazione (il mio KIT DI SOPRAVVIVENZA PER LE FESTE).


Il mio esempio: quando ho capito cosa mi bloccava

Nel mio caso, facendo l’esercizio, mi sono resa conto che la mia paura profonda era che le mie esigenze, diverse rispetto a quelle degli altri, non venissero ascoltate.
Ma mi sono resa conto anche che io stessa non le stavo comunicando chiaramente, perché bloccata da quella paura.

Quando ho iniziato a farlo, ho scoperto che le persone intorno a me erano molto più disponibili di quanto credessi.

Mi sono detta:

  • “Ho bisogno di delegare la cucina.”
  • “Ho bisogno di potermi isolare col piccolo quando serve.”
  • “Ho bisogno di mangiare con il bimbo in fascia, così resto con gli altri ma lui è al sicuro.”

Legittimare io per prima le mie esigenze e chiedere aiuto in modo specifico e concreto ha cambiato tutto.

Prima & Dopo: come cambia il Natale quando cambi tu

PRIMADOPO
Linguaggio: “Nessuno mi capisce o mi aiuta!”Linguaggio: “Per sentirmi in pace, ho bisogno di ascoltarmi ed essere ascoltata”
Emozioni: Frustrazione, Rabbia, VittimismoEmozioni: Serenità (per aver messo a fuoco il nodo)
Corpo: Tensione diffusaCorpo: tendenzialmente rilassato, con quel pizzico di tensione che mi permette stare dritta, con le spalle aperte
Azione: Guardo con ostilità gli altri e li accuso/rimproveroAzione: Mi predispongo al dialogo e utilizzo una comunicazione precisa per chiedere aiuto (non dico: “Ho bisogno di aiuto”, ma dico: “Ho bisogno che qualcuno prepari il pranzo di oggi entro le 12.30. Potete farlo voi, Tizia e Caio?”)
Cosa creo attorno a me: atmosfera tesa, in cui ognuno è arroccato a difendere la proprio posizioneCosa creo attorno a me: atmosfera di scambio e collaborazione (a prescindere che Tizia e Caio accettino la mia richiesta, il dialogo è orientato a trovare una soluzione e se alla fine il pranzo di oggi lo prepareranno Sempronio e Tito entro le 12.15 il “cuore” del mio bisogno sarà stato ascoltato e rispettato)

👉 Il KIT DI SOPRAVVIVENZA PER LE FESTE (che include il WORKBOOK dell’esercizio, la registrazione audio-video e la tabella “Prima & Dopo”) lo puoi scaricare qui e ripeterlo tutte le volte che serve..❤️

Spero che questo post ti sia stato d’aiuto e ti auguro delle Serenissime, Felicissime e Luccichissime Feste!

👉Se vuoi raccontarmi come è andato l’esercizio o se vuoi un aiuto nel mettere a fuoco le risposte, contattami qui e ti offro una video call gratuita di 20 minuti..❤️


✅ FAQ 

1. Come vivere il Natale con un neonato senza stress?

Con un neonato è fondamentale ascoltare i propri bisogni, comunicare le esigenze alla famiglia e semplificare il più possibile. Dare ritmo al bambino e chiedere supporto sono due strategie che alleggeriscono molto le feste.

2. Come gestire parenti e confusione durante le feste con bambini piccoli?

Stabilisci confini chiari, spiega con gentilezza i bisogni del tuo bimbo e organizza momenti di pausa. Una comunicazione precisa riduce tensioni e rende più semplice trovare compromessi.

3. Come evitare di sentirsi sopraffatti dal Natale dopo la nascita di un figlio?

È normale sentirsi disorientati: i ritmi cambiano, le emozioni pure. Fare chiarezza su paure, risorse e bisogni — attraverso domande guidate — aiuta a ritrovare centratura e leggerezza.

4. Cosa fare se il mio bambino si innervosisce durante i pranzi di Natale?

Rumore, luci e volti nuovi possono sovraccaricarlo. Fascia, stanze tranquille e pause frequenti sono ottimi alleati. Assecondare il suo bisogno di contatto non significa “viziarlo”.

5. Le feste possono diventare più serene anche con figli molto piccoli?

Sì. Con aspettative più morbide, aiuto distribuito tra adulti e una comunicazione più chiara, il Natale torna a essere un momento bello, sostenibile e anche tenero.

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